CASA MONTEMARTINI – un progetto di valore, di solidarietà e di inclusione

Un nuovo progetto di residenzialità bolliva in pentola lo scorso anno e a settembre 2018 ha visto la nascita di un meraviglioso progetto studiato nel dettaglio.

Un progetto di natura residenziale, per la precisione.

Una nuova “casa tra le case” di Cascina Biblioteca, situata in zona Milano Sud, tra Piazzale Corvetto e Porto di Mare.

Un appartamento dalla storia sociale e strettamente legata ai valori di solidarietà e responsabilità che ispirano e motivano quotidianamente la stessa Cooperativa.

Lì, infatti, agli inizi degli anni ’80 sorse la prima comunità per persone con disabilità a Milano, quando Anfass intraprese una delle prime esperienze di residenzialità per la città di Milano.

Mario Celant, originario proprietario della casa, è stato con noi in Cascina fino alla fine del suo percorso terreno.

Era il 1983, quando la zia di Mario si rivolse ad Anffas, portando un bisogno e una risorsa.

Il bisogno era che qualcuno si occupasse di Marietto dopo di lei, la risorsa era, appunto, quell’appartamento di proprietà. L’associazione rispose con concretezza e così nacque la prima comunità alloggio, che arrivò ad ospitare 4 persone. Dopo 10 anni, la comunità fu trasferita in via Novara e la Cooperativa Omnicoop acquistò l’appartamento.

Finché, nel 2017, le strade di Cascina Biblioteca e della Cooperativa Omnicoop si sono incontrate, grazie all’acquisizione di un nuovo ramo di impresa edile da parte di Cascina Biblioteca.

Con tale acquisizione, la Cooperativa ha incontrato anche le sorti di questo appartamento a Milano Sud e le ha prese in carico, portandole prontamente al Tavolo di Coordinamento di cui fanno parte Fondazione Idea Vita, Consorzio SIR, Anfass, Rotary e la stessa Cascina Biblioteca.

In quella sede, le diverse realtà al tavolo hanno cominciato a riflettere insieme e a condividere idee, speranze e obiettivi per ripensare a “un nuovo aspetto e un nuovo significato” da destinare a quella casa.

La parola chiave sulla quale il Tavolo di Coordinamento ha puntato è stata fragilità, in tutte le sue sfumature e senza troppi limiti, conciliando un pensiero di offerta di servizi alla persona e inclusione lavorativa, insieme.

Casa Montemartini, così è stata ribattezzata, è ri-nata allora, con una nuova missione: essere un alloggio temporaneo pensato per massimo 5 persone con fragilità che sono in attesa di essere riqualificate socialmente e lavorativamente.

Un importante obiettivo legato alla struttura Montemartini è, infatti, legato alla creazione di una rete molto forte con il territorio, che sia anche una rete mutualistica con le realtà d’impiego circostanti.

Le persone che abiteranno Casa Montemartini, infatti, potranno avere, oltre a un tetto sopra la testa, anche un aggancio con il mondo del lavoro, così che, dall’unione di occupazione e abitazione, possano raggiungere un certo livello di indipendenza e autonomia di vita.

L’intenzione è che i suoi abitanti, attraverso il proprio lavoro, si mantengano il più possibile da soli, in qualità di veri protagonisti e responsabili delle proprie scelte di vita.

A livello strutturale, infine, la principale caratteristica della casa è l’impostazione domotica, per offrire anche la possibilità di effettuare percorsi di autonomia abitativa alle persone con fragilità che vi abitano.

Una centralina domotica permette di gestire la casa con una serie di controlli a distanza e con ausili di supporto per persone che possono avere bisogno dell’interazione con la tecnologia per la propria autosufficienza in casa.

La progettazione architettonica dell’appartamento è stata possibile grazie all’architetto Giovanni Del Zanna, con il contributo di Caterina Costagliola, Responsabile dei Servizi Residenziali di Cascina Biblioteca.

Casa Montemartini, oggi, è un quadrilocale, composto da sala con angolo cottura, due camere doppie e una singola, tre bagni, lavanderia e ripostiglio.

          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessun’altra delle case di Cascina Biblioteca ha queste caratteristiche e, grazie a questa progettazione importante da parte del Tavolo di Coordinamento, nuovi percorsi innovativi e nuove modalità di intervento hanno così visto aprirsi una strada dinnanzi.